Comune Šmartno pri Litiji

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Attuale posizione:
Contatto - Comune Šmartno pri Litiji

Občina Šmartno pri Litiji
Tomazinova ul. 2
1275 Šmartno pri Litiji


T: (+386) 01/8962-770
F: (+386) 0590-97-480
E: info@smartno-litija.si

ORARIO PER LE PARTI:
• lunedì
08.00 - 12.00
13.00 - 15.00
• mercoledì
08.00 - 12.00
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• venerdì
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Storia del comune Šmartno pri Litiji

I primi insediamenti risalgono al periodo avanzato del ferro. Comprendevano la zona dal versante orientale del Roj fino a Kusovna, dove sono state rinvenute ciotole risalenti all’inizio del medioevo. Šmartno e il suo primo vicario furono nominati per la prima volta in alcuni documenti scritti risalenti all’anno 1135.

Šmartno statua

I reperti archeologici testimoniano la presenza d’insediamenti nella regione di Šmartno già nel periodo preistorico. Alcuni insediamenti sono stati rinvenuti sul colle Tičnica (Šmartno), Slatna, Cvinger (Jeze), Gradišče (Jablanica), Oblak (Bogenšperk), Leskovica, Podroje, Brezje, Dvor (Javor), Velika Kostrevnica, Šumprek e Gradišče (Vintarjevec).

La valle di Kostrevnica e la valle di Črni Potok collegavano il Zasavje e la Dolenjska. Attraverso Vač, insediamento risalente all’età del ferro, passava la strada principale che raggiungeva l’attuale regione di Litija e Šmartno, la valle di Črni Potok, la sella Debeče, e arrivava fino ai maggiori centri - Stična, Magdalenska gora, Novo mesto e la valle del fiume Krka. I reperti più interessanti sono stati rinvenuti a Velika Kostrevnica (cumuli con accessori di bronzo e ceramica) e Vintarjevec. Testimoniano la cultura illirica dell’età del ferro e l’influsso dell’artigianato del ferro di Vač.

Nel 1931, a Šumprek sono stati scoperti reperti risalenti all’età del ferro – ossa di un uomo e una donna con ricchi accessori (lancia di ferro, copia di una lancia di ferro, accetta di ferro, fibule di bronzo, bracciali, orecchini, accessori per i piedi, fibbie di cinture …). Piccoli cumuli sono stati rinvenuti vicino alla chiesa di Vintarjevec. Si suppone che gli abitanti dell’insediamento aperto di Gradišče seppellivano qui i loro defunti. Secondo le ricerche, l’insediamento ben fortificato esisteva ben sette secoli e prosperò nell’età del ferro. Sono state scoperte otto abitazioni demolite con ricchi reperti, addirittura una lastra con scritta d’origine veneziana. Non si conosce il motivo della distruzione dell’insediamento, avvenuta nel 2° secolo dopo Cristo. Secondo i reperti rinvenuti in una delle abitazioni, gli abitanti abbandonarono improvvisamente l’insediamento, probabilmente a causa degli attacchi dei Marcomanni.

Non abbiamo dati sufficienti riguardanti il periodo delle migrazioni, il medioevo e periodi successivi. Sappiamo solamente che la miniera sul colle Sitarjevec fu sfruttata già dai Romani. L’attività mineraria nel medioevo era particolarmente presente nella regione di Cvinger (Jeze). A sud dal castello di Slatna si trovano i resti dell’antica fonderia e delle gallerie, altrettanto presenti nelle valli Velika dolina, Šimenčkova dolina, Slatenska dolina e Ojstermanova dolina. Ben quattro chilometri di gallerie collegavano Šmartno alla miniera di Maljek. La costruzione delle gallerie terminò nel 1648. L’uscita della galleria si trovava vicino alla cappella. Della tradizione mineraria nella regione di Šmartno testimonia pure la scritta sulla lapide del maestro Christof Brukherschmid (1537), situata nella chiesa di Šmartno: "Dio benedica il nobile lavoro dei minatori". L’attività mineraria e siderurgica raggiunsero il proprio apice nel Cinquecento. La cerusite si estraeva anche nella regione di Litija. Si esportava in Ungheria e soprattutto in Italia.

Šmartno pri LitijiŠmartno era già nell’antichità un importante centro amministrativo, parrocchiale, scolastico e artigianale. La regione del comune fiscale di Šmartno confinava con le regioni di Stična e Višnja gora. La Kresija distava 10 miglia da Novo mesto. Il Comune era composto dai villaggi a schiera Šmartno e Ustje, compreso il possedimento di Grmače e il castello di Slatna. L’autorità imperiale di Stična aveva il diritto al patronato e all’amministrazione della parrocchia e della scuola. Secondo il censimento del 1830, a Šmartno vivevano 309 uomini e 332 donne, che abitavano in 108 case e 146 appartamenti. Ad Ustje vivevano 69 uomini e 82 donne, ossia 31 famiglie in 20 case. Il numero complessivo d’abitanti era 792. 129 persone si occupavano d’agricoltura e 44 persone si occupavano d’artigianato e agricoltura. Erano presenti 2 parroci e 1 insegnante. 3 artigiani s’occupavano della conciatura di pelli; operavano inoltre 5 forgiatori, 2 calzolai, 2 mugnai, 1 muratore, 1 falegname, 4 bottegai, 2 macellai, 2 armatori fluviali, 1 pittore, 1 fabbricatore di selle, 1 fabbro e 19 osti. Si mangiava prevalentemente verdura (cavoli, patate, rape, fagioli), pappa di miglio e grano saraceno, pane di farina di grano saraceno, orzo e frumento. La carne era in tavola solamente durante le feste e occasioni particolari. Allevavano 20 cavalli, 60 buoi, 120 mucche, 60 vitelli e 140 maiali. I cavalli e i maiali si acquistavano in Stiria e in Croazia. Il bestiame si allevava alle fattorie domestiche. Durante l’estate si portavano ai pascoli e nei boschi. Dopo la raccolta, si pascolava anche nei campi e sui prati. I terreni erano suddivisi in terreni dominicali (signorili o feudatari) e agrari (coloni). Nella regione del comune operavano 7 contadini interi (9-12 terreni arabili), 5 contadini a tre quarti (7-8 terreni arabili), 13 contadini a metà (4-6 terreni arabili), 32 contadini ad un quarto (2-4 terreni arabili) e 57 possedenti, proprietari di metà o un terreno arabile. I coloni lavoravano per i seguenti feudatari: signoria statale di Stična, signoria di Slatna, castelli Bogenšperk e Grmače, possedimenti Štanga e Grbin, parrocchia di Šmartno e beneficiato sul colle. Il decimo di grano apparteneva alla signoria statale di Stična. Il diritto alla caccia era suddiviso tra la signoria di Slatna e i possedimenti Črni Potok e Grmače. Il castello di Slatna, Grmače, la parrocchia e parecchie case artigianali erano di pietra, a più piani, con tetti ricoperti di scandole. Le altre case nei dintorni di Šmartno erano quasi prevalentemente pianterreni in legno, ricoperte di fieno e senza comignoli.

Sulla facciata della più antica casa di Šmartno, situata sul colle, è scolpito l’anno 1580. Fu proprietà del beneficiato di Lichtenchalter. Nella seconda metà del Seicento fu sede del laboratorio grafico e artistico Mollerey.

La cittavecchia di Šmartno sorse attorno alla piazza e alla chiesa neogotica di San Martino, costruita tra il 1899 e il 1901 in base al progetto dell’architetto Adolf Wagner. L’edificio è caratterizzato dalla volta scanalata in stile gotico-barocco e da due cappelle barocche. L’altare principale e il pulpito sono opera dello scalpellino Feliks Toman (1901); gli altari laterali furono costruiti l’anno seguente. Tra gli anni 1911 e 1913, Anton Jebačin dipinse la chiesa (volte, via crucis e navate trasversali). Nella cappella laterale si trovano le lapidi con scritte e rilievi di nomi importanti: Erasmo Wagensperg (1533), il vicario di Šmartno Jurij Smuk (1533), Krištof Brukerschmied, proprietario della miniera e della fonderia (1533) ed Erasmo Lichtenberg (1566). Nei dintorni di Šmartno, i minerali si estraevano già nel periodo preistorico. Nel Quattrocento, le miniere di cerusite si trovavano nella zona sottostante al castello di Slatna, in prossimità ai villaggi di Tepe, Fužine, Zagorica e Sitarjevec. La miniera di Sitarjevec fu attiva fino all’anno 1951.

Tra i settori commerciali, spiccava la siderurgia. Le ferriere, nelle quali funzionavano quattro camini e impianti di saldatura sull’acqua, si trovavano lungo torrente Germanšček. Fabbricavano aratri, lame d’aratri, accette e arnesi agricoli, che vendevano nella regione di Kranj e in Stiria. Oltre alla siderurgia, si occupavano di commercio, artigianato e lavorazione della pelle. Non mancavano i calzolai e gli osti.

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